sabato 28 gennaio 2012

È arrivata la varicella


Prima o poi doveva succedere. Ambra si è presa la varicella, e siccome queste cose hanno sempre il giusto tempismo, la malattia è arrivata nel fine settimana in cui avevamo organizzato un incontro con alcuni vecchi amici che non vediamo quasi mai.

Non c'era solo il pranzo con gli amici. Stasera doveva anche essere la prima notte fuori di Ambra, o almeno il primo tentativo. Non che non sia possibile in assoluto, ma preferiamo starle vicino. Insomma, è già probabile che si svegli in piena notte chiedendo di mamma e papà, mandando in panico la nonna; se ci si mette anche la malattia il problema è quasi assicurato.


Ora ci tocca, fortunatamente per la prima volta, organizzare una settimana con Ambra a casa e noi al lavoro. La prima cosa che capisci è che è molto difficile. Abbiamo questo piccolo privilegio: dato che Ximena insegna all'università può stare a casa un po' di più di madri che hanno lavori più "ordinari". Senza esagerare, perché gli impegni non mancano, ma dovremmo cavarcela con qualche ora di permesso per me e un piccolo aiuto da parte della nonna.

Bisognerà far quadrare le ore disponibili di tutti, e non sarà semplice. E poi bisognerà trovare tanta fantasia e creatività, perché a una bambina di quasi quattro anni devi proporre qualcosa di convincente, se vuoi evitare che si attacchi alla televisione – questo è uno dei problemi che abbiamo quando è in casa, e che stiamo cercando di affrontare senza traumi.

È arrivata così, senza avvisare. Un venerdì mattina qualsiasi mi suona il telefono, mentre sono in ufficio, e Ximena mi dice che Ambra ha delle macchie rosse, che per sicurezza la tiene a casa. Nel pomeriggio la vedrà il pediatra, a dare conferma di quello che già sappiamo. Impossibile capire il come è il perché: è arrivata e basta.

Come in tutte le cose della vita, nella maggior parte dei casi interrogarsi sulle ragioni è un esercizio ben poco utile, al massimo un divertente passatempo. Meglio mettere insieme i pezzi che sia hanno e guardare avanti. 

Guardare avanti sì, ma con attenzione. Perché se è "normale" che il pediatra ti dia degli antistaminici nel caso le venisse in prurito, non lo è darli a una bambina se non è proprio inevitabile. Ci sono tanti rimedi naturali da provare, prima di passare a medicinali tradizionali.

Il che porta all'ultima considerazione. In casa cerchiamo di usare meno medicine possibile, sia per noi che per lei. Se qualche volta non se ne può fare a meno non rinunciamo al paracetamolo, o all'ipobrufene, ma il linea di massima cerchiamo di evitare. Cerchiamo di star bene con l'alimentazione e lo stile di vita, e finora ha funzionato piuttosto bene. 

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